Apple negli Usa lancia delle raccolte di podcast dedicati ai bambini. E il mercato sembra iniziare a crescere

Trovi poi le notizie della settimana, un'analisi di Mirko Lagonegro sul connubio tra audio parlato e automobili e sei consigli di ascolto (più uno)

Ciao! Io sono Andrea Federica de Cesco e questa è Questioni d’orecchio, la mia newsletter settimanale dedicata al mondo dell’audio parlato, podcast e audiolibri in primis.
L’edizione di oggi si apre con la notizia della collaborazione tra Apple e Common Sense Media per creare delle raccolte di podcast per bambini su Apple Podcasts negli Usa. Partnership strategica, visto che il mercato dei podcast per le famiglie è destinato a espandersi.
Ci sono poi le notizie della settimana, incluse quella sul primo podcast rilasciato sotto forma di non-fungible token e quella sul primo podcast italiano nato da una room su Clubhouse.
Mirko Lagonegro fa quindi una finissima analisi sull’automobile quale luogo dove consumare contenuti audio, podcast inclusi.
Infine, come sempre, trovi i consigli d’ascolto.
Buona lettura!

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Apple, Common Sense Media e i podcast per bambini

Apple sta collaborando con Common Sense Media, organizzazione non profit dedicata ad aiutare i bambini e le famiglie a destreggiarsi nel mondo dei media e della tecnologia, per curare varie raccolte di podcast pensati per i bambini. Le prime quattro includono podcast narrativi, show selezionati dai bambini stessi, misteri & drammi e i podcast preferiti di Common Sense. Inoltre ci sono consigli suddivisi in base alla fascia di età. Le raccolte, che sono già presenti su Apple Podcasts negli Stati Uniti, verranno aggiornate mensilmente con nuovi argomenti legati a eventi storici e culturali.
Al momento il mercato dei podcast per bambini è ancora limitato, ma con lo scoppio della pandemia le cose hanno iniziato a cambiare. Diversi genitori, per esempio, hanno usato i podcast per intrattenere i figli mentre erano chiusi in casa e al tempo stesso per distoglierli dalla televisione e dagli schermi in generale - come riporta uno studio di Morning ConsultWow in the World di NPR ha registrato un aumento del 94% dei download nelle prime 13 settimane dell’era Covid. E Gen-Z Media ha riferito che durante la pandemia il suo programma Six Minutes ha toccato quasi i tre milioni di download mensili, mentre prima arrivava circa a due.
È interessante anche vedere qual è il profilo dei giovani ascoltatori. Kids Listen, organizzazione che promuove contenuti audio di qualità per i bambini, ha rilevato che complessivamente l'89% ha un'età pari o inferiore a 8 anni e che la metà dei bambini che ascoltano i podcast lo fa ogni settimana, mentre un terzo li ascolta ogni giorno. Secondo le ricerche di Kids Listen, la metà delle famiglie ascolta podcast perché li trova divertenti e coinvolgenti, un terzo perché li ritiene contenuti educativi. I bambini emergono come ascoltatori monotasking e di conseguenza, si suppone, attenti: il 78% mentre ascolta non fa nient’altro. E il 63% dei genitori ascolta con i figli. A proposito di quest’ultimo dato, nello studio 2020 Spoken Word Audio Report si legge che il 15% degli adulti statunitensi ascolta audio parlato destinato ai bambini ed è probabile che si tratti per lo più di genitori che ascoltano insieme ai figli.

Personalmente credo che il mondo dei podcast per le famiglie e per l’infanzia abbia potenzialità altissime. In questo senso trovo che la mossa di Apple si possa definire strategica. In Italia esistono già diversi programmi di qualità per i più piccoli (Le storie fantastiche del Signor RocktellerC’era una volta e c’è ancoraMeteoHeroes…). E sono convinta che nei prossimi mesi il settore è destinato a crescere molto.


Le notizie della settimana

  • Secondo la società di ricerche di mercato eMarketer quest’anno per la prima volta il numero di persone negli Usa che ascoltano podcast attraverso Spotify supererà (seppur di poco) quello di chi li ascolta tramite Apple Podcasts. Si prevede che gli ascoltatori mensili su Spotify saranno 28,2 milioni, quelli su Apple Podcasts 28 milioni.

  • Con l’aggiornamento a iOS 14.5 il pulsante “Iscriviti” scomparirà da Apple Podcasts. Verrà sostituito da “Segui” (dicitura che già appare su Spotify, per esempio). È un cambiamento meno banale di quanto sembri: il verbo “Iscriviti” rimanda a un’idea di pagamento e per questo molti utenti non cliccano il pulsante.

  • Spotify ha lanciato EQUAL, campagna globale dedicata a promuovere la parità di genere e a celebrare il contributo delle donne nel mondo dell’audio. L’obiettivo è far conoscere sempre più le artiste e le podcaster a livello locale e internazionale attraverso partnership globali, azioni di vario tipo, nuovi contenuti e supporto concreto sulla piattaforma come all’esterno.

  • Alcuni tra i primi creator di Clubhouse (l’app social dove si comunica live e solo con la voce) hanno dato vita ad Audio Collective. I servizi della società sono rivolti ai creator di Clubhouse, alle agenzie, ai brand e alle case di produzione, con lo scopo di aiutarli a realizzare eventi audio coinvolgenti e interattivi.

  • Fireside, la «piattaforma podcast di nuova generazione» creata dagli imprenditori statunitensi Mark Cuban e Falon Fatemi, è disponibile in beta solo per dispositivi iOS e al momento è ancora in fase di test. The Verge descrive l’app come un ibrido tra Anchor, la piattaforma di podcasting di Spotify, e Clubhouse.

  • La Podcast Academy ha annunciato i podcast candidati ai primi Awards for Excellence in Audio, soprannominati Ambies, che «celebrano l'eccellenza nel podcasting ed elevano la consapevolezza e lo status dei podcast come mezzo unico e personale per l'intrattenimento, l'informazione, la narrazione e l'espressione». I podcast in gara sono 164, per un totale di 23 categorie. I vincitori saranno annunciati il 16 maggio.

  • The Techmeme Ride Home è il primo podcast ad avere rilasciato - su Rarible.com - un episodio sotto forma di NFT, acronimo di non-fungible token. «Generalmente un token consiste in un’informazione digitale registrata in blockchain che associa a un soggetto un particolare diritto, come una proprietà. A questa categoria, appartengono i più noti token fungibili utilizzabili, come criptovalute (come i Bitcoin)», si legge sul sito SpeakART. «Ma ciò che distingue gli NFT è proprio la loro non fungibilità, ossia la non intercambiabilità: la loro utilità risulta evidente quindi dal momento che possono fornire una rappresentazione univoca di un dato asset, reale o digitale che sia».

  • E in Italia è nato il primo podcast basato sulle conversazioni che avvengono in una room su Clubhouse. Si chiama I persuasori occulti (dal titolo del libro del giornalista e sociologo statunitense Vance Packard sul potere occulto della pubblicità). Nella stanza, che si tiene ogni martedì alle 19, il super esperto di comunicazione e pubblicità Paolo Iabichino e il sociologo Giovanni Boccia Artieri offrono la possibilità, a imprenditori, proprietari di brand, aziende, creativi e curiosi vari, di fare esperimenti pubblicitari (vocali, ovviamente) e misurare in diretta il proprio “tono di voce”. Il podcast, sulle app free, è curato da 4tracce.fm e prevede dieci episodi. La selezione degli interventi più efficaci e l’inserimento della sigla e di qualche effetto musicale in postproduzione rendono l’ascolto tutto sommato piacevole. Inoltre chi è interessato alla stanza e non riesce a partecipare live in questo modo può recuperarla.
    *Clubhouse ha da poco modificato i propri termini di servizio: prima per registrare una room era necessario il consenso scritto dei partecipanti, ora basta l’autorizzazione a voce. E a proposito degli Spaces (che assomigliano molto alle stanze di Clubhouse), Twitter ha annunciato che chi ospita una conversazione avrà la possibilità di registrarla nativamente.


Dashboard Battle

di Mirko Lagonegro

La notizia che a breve tutte le nuove auto a marchio Stellantis avranno preinstallate le app di Radio Deejay, Capital e M2O riporta sotto gli occhi di tutti l’importanza che l’automobile ha per diverse tipologie di player quali (oltre ovviamente ai creatori di contenuti audio in genere) i produttori di tecnologia, gli OTT e il mondo della comunicazione, pubblicitaria e non. Perché?
Partiamo dal fatto che l’automobile è sicuramente il luogo in cui si consumano più contenuti audio – ricordi? «Audio is on when screens are off» - e da sempre rappresenta “il fortino” della radio, che infatti ottiene il 70% dei sui ascolti proprio in macchina. Ma nuovi dispositivi, nuove abitudini di consumo e soprattutto l’inarrestabile passaggio al paradigma on demand, stanno progressivamente e profondamente cambiando le abitudini di consumo di audio in auto. Guarda qui

…e tenete conto che sono dati dell’anno scorso, ché la nuova ricerca esce questa settimana. Certo, succede in America. Ma credete che sia questione di “se” oppure di “quando”, prima che avvenga anche qui?
Ciò detto, l’operazione Stellantis–Gedi è l’ultima di una serie di battaglie per l’accesso al cruscotto da parte dei produttori di contenuti: ci sono le altre emittenti con le loro app, c’è Radioplayer (l’aggregatore che in Europa unisce in un’unica piattaforma tutta l’offerta radiofonica di quel dato Paese), c’è Amazon che da tempo vende Echo Auto, (praticamente un’Alexa su quattro ruote connessa ad Amazon Music & Podcast), c’è Spotify che da oltre un anno sta lavorando su un progetto simile conosciuto come Spotify Car Thing, per non parlare di Apple e Google.
Questi due colossi in auto ci sono da mo’, e in virtù della loro stazza si sono direttamente messi a battagliare con l’industria automotive. Ma quest’ultima non ce li vorrebbe proprio, a bordo: «Jamais!», ricordo disse un manager francese a un congresso di qualche anno fa. Mica facile, però. Chiedete a Toyota: per anni ha voluto portare avanti il proprio sistema di car entertainment fintanto che, dopo aver iniziato a perdere quote di mercato perché gli utenti volevano continuare a usare i loro smartphone, ha dovuto correre a installare sulle loro auto Apple CarPlay o Android Auto.
Ma se è evidente l’interesse di Apple, che produce dispositivi e offre contenuti come gli altri OTT, quali sono gli interessi di Google? Credo stia nei dati e nelle informazioni che si generano in auto e che possono essere utilizzate a fini commerciali e non solo. Del resto: con quale mezzo di trasporto andiamo a fare la spesa? Dove potremmo essere mentre ci viene fame e abbiamo bisogno di un ristorante?
Tutto ciò non fa che rimarcare, se ce ne fosse bisogno, l’importanza di questo contesto inteso come il combinato disposto di un luogo fisico, le attività che in quel luogo possono svolgersi e le necessità delle persone in quel dato momento. Un nuovo criterio con cui allestire un’offerta di contenuti.
Finora in auto potevamo contestualizzare compiutamente gli aggiornamenti sul traffico o al massimo farci un canale dedicato tipo Isoradio. Ora, sempre ricordando che in auto possiamo solo ascoltare, si apre un mondo. Ad esempio: contenuti “per durata”, il cui discrimine è il tempo di trasferimento dal luogo A al luogo B, o contenuti per funzione, cioè dedicati alle diverse esigenze dell’utenza mentre è su quattro ruote. A costo di ripetermi, credetemi: dietro al podcast c’è un Mondo.


I consigli d’ascolto: podcast

  • Da qualche giorno il Mudec, il Museo delle Culture di Milano, ha esordito con il suo primo podcast. Si intitola 10x10 e consiste in dieci audioracconti sulle biografie più grandi fotografe del Novecento: Dorothea Lange, Cindy Sherman, Gerda Taro, Eve Arnold, Marirosa Toscani Ballo, Imogen Cunningham, Inge Morath, Lisetta Carmi, Margaret Bourke-White e Modotti. Dieci puntate brevi e ritmate, condotte e curate dal critica d’arte critico d’arte Nicolas Ballario. In ciascuna c’è l’intervento di un testimonial del mondo dell’arte, della fotografia, del design o del giornalismo, dal fotografo e giornalista Settimio Benedusi alla street artist Alice Pasquini. Il podcast, nato da un’idea di 24Ore Cultura e disponibile su tutte le app free, fa parte di una serie di iniziative che il Mudec ha messo in atto per raccontarsi alla propria community (e non solo) durante questo periodo così difficile.

  • Music & The Cities è dedicato invece all’intrattenimento musicale, settore che come quello dei musei è fermo da mesi. Raffaele Costantino, conduttore radiofonico, divulgatore e produttore musicale, accompagna gli ascoltatori in un viaggio attraverso le trame del tessuto sonoro delle principali città italiane. Ogni città è raccontata da ciceroni di vario tipo, tra cui un artista che in quel luogo è nato o cresciuto: Godblesscomputers ci accompagna a Bologna, Tommaso Zanello aka Piotta a Roma, Andrea Mangia aka Populous a Lecce, Max Casacci dei Subsonica a Torino, Gianni Gebbia a Palermo e Alioscia Bisceglia a Milano. Tutti gli episodi durano oltre un’ora e vedono la musica protagonista. Anche questo podcast è sulle app free. Promosso dal Ministero degli Affari Esteri, è prodotto da Studio 33 e Happy Few. È disponibile una versione ridotta in inglese, con la curatela e la voce dalla giornalista Megan Iacobini de Fazio.

  • Ti segnalo poi L’Educazione Responsabile, il secondo podcast originale di Spotify Italia (dopo Tutto Sanremo ma dura meno dei The Jackal). La conduttrice e curatrice è Alli Beltrame, fondatrice del progetto Educazione Responsabile, consulente familiare e formatrice in comunicazione efficace che si rivolge a genitori e insegnanti. Il podcast, prodotto da Spotify in collaborazione con Show Reel Agency, è dedicato ai genitori in cerca di strategie e consigli pratici per “sopravvivere” all’infanzia e all’adolescenza dei propri figli. L’obiettivo dichiarato è «farti diventare la mamma o il papà che avresti voluto avere». Al momento è disponibile un episodio di un quarto d’ora, in esclusiva su Spotify. In totale ce ne saranno 30, pubblicati a cadenza bisettimanale (il lunedì e il venerdì).

    CONSIGLIO EXTRA: L’ombra delle donne, su Audible, dedicato alle storie di dodici donne che attraverso i loro racconti squarciano il velo su alcuni temi durissimi. Ho intervistato l’autrice e conduttrice, Grazia De Sensi, per Corriere.it.


Consigli d’ascolto: audiolibri

  • Daria Bignardi non è solo una grande scrittrice, ma anche una brava narratrice. Lo aveva già dimostrato in passato. Ora ci ha dato l’ennesima conferma con l’audiolibro del suo ultimo, acclamato romanzo, Oggi faccio azzurro (edito da Mondadori e distribuito da Audible). La storia è quella di Galla, che parla in prima persona. Dopo essere stata lasciata dal marito e avere contemplato il suicidio la donna parte per un viaggio in solitario per Monaco di Baviera, dove per caso visita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter. Questo incontro, come quello con due pazienti del suo psicanalista, cambiano le cose per lei. [Durata: 3 ore e 11 minuti]

  • Un’altra novità imperdibile è Sembrava bellezza, il nuovo romanzo di Teresa Ciabatti. La protagonista - che anche in questo caso racconta in prima persona - è una scrittrice di successo, separata e con una figlia ventenne che non vuole avere rapporti con lei. Nella sua vita tornano all’improvviso Federica, la sua più cara amica dell’adolescenza, che con sé porta anche i ricordi e i racconti sulla sorella maggiore, Livia. Quest’ultima era la più bella del liceo, ora a causa di un incidente è una cinquantenne imprigionata nella mente di una diciottenne. Ecco cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile... A leggere la versione audio (edita anche in questo caso da Mondadori e distribuita da Storytel) è Chiara Francese, attrice, doppiatrice e speaker radiofonica [durata: 6 ore e 33].

  • L’ultimo consiglio della settimana è l’audiolibro di Omaggio alla Catalogna di George Orwell, una coproduzione di Emons e tracce.studio. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile in Spagna, Orwell arrivò a Barcellona con l’intenzione di scrivere reportage per i lettori britannici. La situazione era talmente eccitante che decise di unirsi ai combattimenti, seppur con un fucile vecchio quarant’anni. Questo libro è il diario di quei mesi, che lo scrittore e giornalista londinese scrisse appena tornato in Uk. A dare voce alle sue parole è l’attore e doppiatore Paolo Foschi. L’audiolibro è disponibile sulle principali piattaforme d’ascolto. [Durata: 11 ore e 42]


CHICCA DELLA SETTIMANA: Chi possiede chi nell’universo del podcasting? Evo Terra lo ha riassunto per noi.


Per oggi è tutto! Hai delle curiosità, vuoi darmi qualche suggerimento o vuoi semplicemente scambiare quattro chiacchiere? Scrivimi! La mia email è andreaf.decesco@gmail.com.

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