La forza dei microcast. Esempi di podcast brevi in Italia, da "The Essential" a "Pillole di cultura!"

Richiedono pochi sforzi per la produzione e si possono ascoltare nel tempo di un caffè. Trovi poi le ultime notizie, l'analisi di Lagonegro sugli abbonamenti di Apple e Spotify e i consigli d'ascolto

Ciao! Io sono Andrea Federica de Cesco e questa è Questioni d’orecchio, il mio spazio settimanale dedicato a podcast, audiolibri e altri contenuti audio.

Se sei approdatə qui attraverso Ellissi di Valerio Bassan o Il colore verde di Nicolas Lozito, bevenutə! E grazie mille a Valerio e a Nicolas.
In questa newsletter troverai notizie e approfondimenti sul mondo dell’audio parlato e consigli di lettura e di ascolto. Ogni settimana inoltre Mirko Lagonegro, cofondatore e ceo di Digital MDE, ci regala la sua analisi su un particolare tema relativo all’attualità del settore.

Prima di lasciarti alla lettura, ti segnalo che oggi pomeriggio (mercoledì 5 maggio) alle 18 parteciperò come speaker a “Fiction Podcast: la Nuova Frontiera dell’Audio”, incontro organizzato da 24Ore Business School. È gratuito e aperto a tutti. Puoi iscriverti qui.

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Quando “less is more”: la forza dei microcast

Pochi giorni fa Dopcast ha lanciato Essenza, un nuovo podcast del comico, autore e speaker radiofonico Carmine Del Grosso che intercetta due trend. Da una parte quello relativo al successo dei podcast sul benessere, fenomeno che Del Grosso tratta qui in chiave dissacrante: il comico, sotto il nome di Brian, fa infatti il verso ai guru della meditazione. Dall’altra quello che riguarda i cosiddetti microcast: podcast brevi della durata di cinque, massimo dieci, minuti. (Anche Mindfulness in voce incarna questi due trend, ma senza ironia). È dei microcast in particolare che ti parlerò oggi. «Ci piace l’idea che siano delle pillole brevi da far ascoltare durante una cena, prima di andare a letto, in palestra, durante una visita dal dentista ecc.», racconta Del Grosso.

Di podcast brevissimi, i microcast appunto, ce ne sono moltissimi. Come spiega bene questo articolo pubblicato sul sito di WBUR (stazione radio di Boston), puntare su un format del genere offre diversi vantaggi. Per quanto riguarda il podcaster, richiede pochi sforzi in termini di produzione e consente quindi di pubblicare una puntata al o quasi. E l’utente ha la possibilità di tenersi al passo con i nuovi episodi senza troppa fatica, dal momento che per l’ascolto servono soltanto pochi minuti.

Gli esempi, come dicevo, sono parecchi. Anche Paris Hilton si è buttata nei microcast, anche se lei li definisce podpost. Ma concentriamoci sull’Italia. I microcast non solo sono numerorissimi, ma coprono anche svariate tematiche. Ci sono quelli di notizie, come The Essential di Mia Ceran/Will Media, Sessantasecondi de Alberto Orioli/Il Sole 24 ORE, In 4 Minuti di The Vision. «The Essential è la versione audio delle nostre IGTV. Rappresenta un input per navigare la complessità con le informazioni che ci arrivano dall'italia e dal mondo. Alcuni ascoltatori lo “bevono” insieme al caffè, altri vanno a correre il sabato e recuperano sei episodi di fila, in una sorta di binge listening», spiegano Ceran e Alessandro Tommasi, cofondatore e ceo di Will Media (che ha da pochissimo lanciato un nuovo podcast, Tyranny, in questo caso un format medio-lungo). «Ogni volta proponiamo una o due notizie: riassunti delle puntate precedenti, retroscena e presentazioni di punti di osservazione diversi. La sfida è arrivare a conoscere sufficientemente bene l’argomento da essere in grado di esporlo con chiarezza nei pochi minuti a disposizione».

Altri microcast si occupano di tematiche specifiche: geopolitica, finanza ed economia 3 Fattori di Mariangela Pira, storia Storie italiane di Corrado Augias/Repubblica, sostenibilità e ambiente Sostenibilità in 1 minuto di LifeGate Radio. C’è poi chi in un podcast di pochi minuti riesce a fare narrazione pura, che si tratti di mitologia norrena (come fa Paolo Berto in Miti nordici), storie di vario tipo (è il caso di Storie notturne per persone libere di Simone Repetto) o microscene di vita quotidiana (narrate nelle Microcosmiche di Laura Graziosi). E i microcast funzionano anche in ambito self-help o educational: lo dimostrano per esempio Pillole di business di Massimo Martinini, Motivazione e Crescita Personale di EdoBraa (Edoardo Braccini) e LessonPod: pillole di cultura! e LessonPod: pillole d’arte! di PodPod Productions.

«Abbiamo cominciato pensando a come potessimo aiutare gli studenti, ma non solo, a ripassare in modo veloce e divertente. Giusto il tempo dell’intervallo o del tragitto verso scuola. La nostra specialità è rendere i contenuti erroneamente considerati “noiosi” più accessibili, anche utilizzando il linguaggio che parlano i ragazzi. Per esempio, abbiamo riassunto I Promessi Sposi in tre minuti», dicono Daniela De Marchi, Enrico Covili, Elena Decorato e Armando Torri di PodPod, che nel tempo hanno totalizzato circa 400 mila ascolti con una media di duemila ascolti giornalieri. «Il vantaggio di un contenuto così breve è che riusciamo a mantenere la soglia di attenzione dei nostri ascoltatori sempre alta. Il nostro obiettivo non è sostituirci ai libri di testo, ma accendere la voglia di approfondire».

E infine ci sono podcast che, come in un messaggio vocale, consistono in pochi minuti di riflessioni sui temi più disparati. Qualche esempio? Ti mando un vocale di Pietro Minto e 3’ grezzi di Cristina Marras. «Perché tre minuti? Perché less is more, la gente non ha tempo da perdere. Il mio è un format svelto, veloce, fresco e senza impegno. Se piace (e di solito piace) la gente può continuare ad ascoltare a colpi di tre minuti alla volta», commenta Marras, cresciuta professionalmente nella scuola della radio pubblica australiana. «Tre minuti non spaventano. Quando sa in anticipo che un podcast dura così poco la gente è più disposta a “rischiare”».


Le notizie della settimana

  • Spaces, la funzionalità di stanze audio live di Twitter, è ora disponibile per qualsiasi account con almeno 600 follower, sia su iOS sia su Android. L’azienda ha anche presentato ufficialmente alcune delle funzionalità che si sta preparando a lanciare, come i Ticketed Spaces (audio chat per le quali sarà possibile richiedere il pagamento di un biglietto virtuale per l’accesso ), funzionalità di pianificazione, promemoria, supporto per la co-conduzione, miglioramenti dell'accessibilità e altro ancora. Inoltre Twitter sta rendendo gli Spaces più visibili e sta testando la possibilità di trovare e partecipare a uno spazio da una bolla color porpora attorno all'immagine del profilo di un utente direttamente dalla cronologia principale.

  • Nielsen ha annunciato Podcast Ad Effectiveness+ (PAE+), una nuova soluzione per misurare l'efficacia della pubblicità nei podcast, inclusi la memorabilità e il brand lift (l’aumento della percezione e della consapevolezza riguardante un prodotto o un marchio successivo a una campagna pubblicitaria).

  • Il servizio in stile Clubhouse recentemente acquisito da Spotify, Locker Room, si chiamerà Spotify Greenroom. Lo ha annunciato il ceo e cofondatore Daniel Ek nel podcast For The Record.

    L'opportunità in ambito live, dal punto di vista del consumatore, è come possiamo creare formati davvero coinvolgenti per consentire a questi creator di esprimersi e connettersi con il loro pubblico. E abbiamo guardato questo spazio da lontano sentendoci molto, molto entusiasti della potenziale opportunità.

  • A fine maggio uscirà per Mondadori il libro tratto da Polvere. Il caso Marta Russo, di Chiara Lalli e Cecilia Sala. La serie audio, edita da Emons Record e Miyagi Entertainment, ricostruisce le indagini e il processo seguiti all’omicidio della studentessa ventiduenne di giurisprudenza nella città universitaria di Roma “La Sapienza” nel maggio 1997.


Pay per hear

di Mirko Lagonegro, cofondatore e ceo di Digital MDE

La sostenibilità economica di un podcast è un tema centrale per chi oggi opera in questo contesto, e la possibilità di allestire un’offerta di contenuti a pagamento mediante le soluzioni di Apple e Spotify è certamente un’opportunità a cui tanti stanno guardando con estremo interesse. Andrea ha ben raccontato questi recenti sviluppi nel suo articolo della settimana scorsa, e sul tema due sono le riflessioni che voglio condividere.

La prima è che tutti quelli che come me lavorano con l’audio non possono che essere grati a queste aziende, che continuano a supportare la crescita di un contesto sempre più strutturato e credibile mettendo a disposizione tecnologie abilitanti dalle quali però sta ai produttori trarre vantaggio: da sole non bastano.

Il secondo punto passa per una domanda che rivolgo a chi realizza contenuti e sta valutando di – semplifico – allestire un’offerta a pagamento per monetizzare la propria audience: ce l’avete già un’audience? Perché, se pensate di crearla “da zero” mettendo contenuti dietro a un paywall, temo faticherete moltissimo, soprattutto in una fase “iniziale”. Qui, il rischio è quello di confondere il mezzo con il fine, cioè non aver chiaro che prima va costruita, la propria audience, e dopo monetizzata. Penso sarebbe un errore trattare questa opzione come una semplice transazione economica tipo quelle offerte dalle piattaforme VOD (video on demand) o dai giornali: per quanto assimilabili come logica di funzionamento, il Pay Per Hear, il pagare per ascoltare, è estremamente diverso dal Pay Per View. Non passa dalla semplice fornitura di contenuti esclusivi che non si possono trovare altrove e/o gratuitamente, quanto piuttosto dalla costruzione di una profonda connessione tra creator e ascoltatore, così intima e appagante per quest’ultimo da farlo decidere di pagare. Non dimentichiamoci infatti che da sempre il podcast è “gratuito”, esistono centinaia di migliaia di episodi fruibili liberamente, tant’è che ogni tentativo di creare un’offerta a pagamento di soli podcast non ha mai prodotto i risultati sperati.

Dal mio punto di osservazione vedo oggi pochi in grado di farlo in Italia, alcuni dei quali già hanno applicato questo modello mediante tecnologie “proprietarie” – penso ai grandi editori italiani, che al momento considerano il podcast un “add-on” alla loro offerta di contenuti a pagamento, e a pochi podcaster indipendenti che impiegano soluzioni tipo Patreon. Insomma: il cosiddetto modello “a subscription” è davvero una grande opportunità se utilizzata per rendere “bidirezionale” lo scambio tra creator e ascoltatore, ma nel prioritario interesse di quest’ultimo. Sennò, difficilmente funzionerà.


Letture e segnalazioni

  • Gianluca Diegoli ha scritto su LINK. Idee per la tv un lungo articolo sulla rivincita dei contenuti audio e su come le piattaforme li stanno sfruttando:

    È l’audio l’arma finale per arrivare perfino nei più difficili interstizi dei consumatori di media, cioè, nel 2021, di chiunque. Ma la parallela regola della macchina, lato creatori, comporta il consentire a questi di essere accessibili ovunque, di creare un unico contenuto e declinarlo in forme video, audio, ibride. Di massimizzare la produttività: creo uno, produco tre. 

  • Sono aperte le candidature per i DIG Awards 2021, il concorso internazionale di DIG (Documentari Inchieste Giornalismi) che premia i migliori prodotti investigativi audio e video e che finanzia una video inchiesta in fase di realizzazione. C’è, appunto, anche una categoria Audio, dedicata a podcast e inchieste radiofoniche. La deadline per l’inoltro delle candidature è l’1 giugno 2021.


I consigli d’ascolto: podcast

  • «Arriva il virus e fa strage. Ma non la fa indiscriminatamente. Non guarda in faccia a nessuno ma a qualcuno fa più male. E soprattuto a distinguere la sindemia dalla sola pandemia è il fatto che il virus colpisce anche chi non si contagia. E fa più male a chi stava male, socialmente ed economicamente». È Stefano Bises, sceneggiatore, a raccontare ciò che distingue una pandemia da una sindemia. Lo fa nel podcast che ha realizzato con il collettivo I Diavoli per Chora Media, disponibile sulle app free. Si chiama, appunto, Sindemia ed è composto da tre parti da mezz’ora l’una. Dialogando con personaggi come l’autore di Spillover David Quammen e il chirurgo e fondatore di Emergency Gino Strada, Bises spiega in che cosa consiste una sindemia e quali sono i suoi effetti. Per poi concludere: «Della consapevolezza che il virus non è stato un caso sfortunato, ma un evento prevedibile e previsto che è diretta conseguenza del nostro modo di sfruttare le risorse naturali che ne faremo? Dell’evidenza che il virus ci ha fatto così male non perché è il più cattivo di quanti possono colpirci, ma perché eravamo impreparati dal punto di vista sanitario e si è abbattuto su una società già devastata dalla disuguaglianza economica e sociale che ne faremo? Che faremo della comprensione che quella che stiamo vivendo non è solo una pandemia, ma una sindemia?».

    P.s. Di Chora Media ti consiglio anche l’ultima puntata di Altre/Storie, dove Mario Calabresi (direttore e cofondatore di Chora) intervista la madre Gemma Capra poco dopo la notizia dell’arresto in Francia di uno degli assassini del commissario di polizia Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio 1972.

  • Ayrton Senna moriva il primo maggio 1994, dopo un incidente al Gran Premio di San Marino, a Imola. A 27 anni di distanza da quel tragico evento Storie Avvolgibili ha pubblicato Ayrton Senna. Il predestinato, podcast in cinque puntate da 20/40 minuti l’una ideato, scritto e narrato da Diego Alverà (direttore editoriale di Storie Avvolgibili) che si può ascoltare sulle app gratuite. La serie audio racconta, attraverso un sapiente uso di musiche e suoni, gli inizi e i sogni, le cadute e le risalite, i trionfi e le inquietudini del campione brasiliano di Formula 1, fino alla sua fine. Il podcast è l’ultima tappa di un progetto narrativo transmediale, iniziato come spettacolo di live storytelling nel 2017, proseguito nel libro di Alverà Ayrton Senna. Il Predestinato, pubblicato nell’aprile 2020, e ora approdato alla nuova forma audio.

    BONUS: Se ti interessa la Formula 1 potrebbe piacerti anche Terruzzi racconta la Formula 1 di Giorgio Terruzzi, voce e penna del mondo dei motori da anni, e Profondo rosso del giornalista e scrittore Leo Turrini.

  • Scuola di psicologia è un podcast dedicato ai grandi protagonisti che hanno fatto la storia di questa disciplina. In ognuno dei 15 episodi da mezz’ora, in esclusiva su Audible, la psicologa specializzata in neuroscienze Laura Pirotta e lo psicologo e psicoterapeuta Luca Mazzucchelli parlano di un eminente studioso o studiosa della mente umana, con l’obiettivo di trarne anche strumenti e riflessioni utili per il nostro presente. Si parte con Sigmund Freud per terminare con Daniel Siegel.

    BONUS: Audible ospita diverse serie divulgative, tra cui alcune del bravissimo Adrian Fartade. L’esperto di astronomia e astronautica è appena stato ospite di Muschio selvaggio. Come sempre vale la pena ascoltarlo.

    BONUS DEL BONUS: E visto che Muschio Selvaggio è condotto da Fedez… Ti consiglio anche questa puntata di Problemi Deli di Jonathan Zenti sull’intervento del rapper al concerto del primo maggio e sullo scontro tra Fedez e la Rai scatenatosi a causa di quel discorso.

I consigli d’ascolto: audiolibri

  • La valle dell'Eden, romanzo di John Steinbeck pubblicato nel 1952 da cui nel 1955 Elia Kazan ha tratto l'omonimo film con James Dean, è considerato l’opera più ambiziosa dell’autore. «Penso che tutto ciò che ho scritto è stato, in qualche modo, di preparazione a questo», disse lo scrittore, che nel 1962 vinse il premio Nobel per la letteratura. Steinbeck dedicò il libro ai due figli, Thom e John. Voleva infatti descrivere loro la Salinas Valley, la valle californiana dov’era cresciuto. Nel paese di Nod, a est del giardino dell'Eden (che qui corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale), si intrecciano le vicende di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, sono il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall'Irlanda, e Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione al tempo stesso di Eva e di Satana, con il quale tutti i personaggi devono misurarsi. L’audiolibro, edito da Giunti Editore S.p.A./Bompiani e distribuito da Storytel, è narrato da Graziano Piazza, attore, ma anche regista e scultore. [Durata: quasi trenta ore]

  • Anche Memoriale del convento, pubblicato nel 1982, è opera di un vincitore del premio Nobel per la letteratura: il portoghese José Saramago, che ottenne il riconoscimento nel 1998. Il libro ha luogo nel Portogallo del primo Settecento dominato da Inquisizione e auto da fé. È l'epoca in cui si dà inizio all'epica e travagliata costruzione del grande monastero di Mafra, fatto edificare da re Giovanni V dopo la nascita del sospirato erede. In questo contesto incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari. Utopia e morte, riso e tragedia, affresco corale e struggente vicenda personale, immaginazione sfrenata e spirito critico si coniugano nella voce del narratore messo di fronte all’ipocrisia e all’arroganza dei tempi, ma anche ai primi sintomi di un rinnovamento sociale e culturale. La versione audio, distribuita sia da Storytel sia da Audible, è edita da Emons (che di Saramago ha pubblicato anche l’audiolibro di Cecità, letto da Sergio Rubini). Il narratore è Paolo Cresta, attore, speaker, regista e insegnante di dizione e recitazione. [Durata: 13 ore e 20 minuti]

  • Edith Bruck, di origine ungherese, è nata nel 1931 in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 il suo primo viaggio la portò nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Ne Il pane perduto, candidato al premio Strega 2021, racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto l'esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita nuova, le fughe, le tournée in giro per l'Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l'approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla "Roma bene" degli anni Cinquanta, infine l'incontro con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi. Fino ad arrivare all'oggi, a una serie di riflessioni sui pericoli dell'attuale ondata xenofoba e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento. Audible ha realizzato l’audiolibro dell’opera di Bruck, che distribuisce in esclusiva. La narratrice è l’attrice Ornella Amodio. [Durata: tre ore e mezza]

  • Concludo con la versione audio di Splendi come vita (edita da Salani e distribuita da Audible), meraviglioso romanzo scritto e letto da Maria Grazia Calandrone anch’esso nella dozzina del premio Strega 2021. Poetessa, drammaturga, scrittrice, giornalista, autrice e conduttrice di programmi di poesia per Radio 3, curatrice della rubrica di inediti Cantiere poesia, regista di documentari e videoreportage, organizzatrice di laboratori di poesia in scuole e carceri e madre di due figli: sono davvero molti i “titoli” che si possono associare all’autrice di quest’altra potentissima opera autobiografica. «Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto», racconta Calandrone. «Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine». [Durata: due ore e 40 minuti]


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A mercoledì prossimo!

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