Le case editrici puntano sui podcast

L'obiettivo è anche promuovere i libri che pubblicano: il 69% delle persone cerca e acquista libri che parlano dell’argomento ascoltato. Intanto Il Saggiatore ha lanciato il progetto "Voci"

I podcast dedicati alla letteratura e alla poesia formano ormai un genere a parte. Ne esistono svariati esempi in tutto il mondo. In Italia tra i più seguiti troviamo Copertina di Matteo B. Bianchi, Mis(S)conosciute di Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio e Chimera di Marianna Peracchi e Giulia Caterina Trucano. Sono podcast realizzati da appassionati di libri per appassionati di libri.

Da qualche tempo anche le case editrici hanno iniziato a produrre podcast. Negli Usa lo fa, tra gli altri, Penguin Random House. In Spagna Roca Editorial. In Francia Les Arènes e il gruppo Editis. Anche da noi ci sono diversi esempi. Tra le diverse case editrici che hanno approcciato questo mercato spiccano HarperCollins, che l’anno scorso ha stretto una partnership con storielibere.fm, e Sperling & Kupfer, che qualche settimana fa ha lanciato la serie Senza perdere il filo.

L’ultima realtà in ordine di tempo a muoversi in questo senso è Il Saggiatore. La casa editrice ha creato il progetto Voci, dieci serie di podcast che danno voce ad autori e artisti. La prima serie, intitolata Il mondo come meditazione e affidata alla poetessa e Chandra Livia Candiani, è già online ed è dedicata alla poesia.

Qual è il senso dell’iniziativa? Lo ha spiegato Luca Formenton, editore de Il Saggiatore, a La Lettura:

Il ruolo mio, dell’editore, è quello di mettere in contatto ogni genere di produzione creativa con il lettore, e questo indipendentemente dal medium usato. Detto ciò, gli editori hanno grandi contenuti, vale a dire i loro cataloghi e i loro autori, che possono essere veicolati attraverso questo mezzo assolutamente contemporaneo. E aggiungo: per gli editori è sempre bene fornirsi di antenne su ciò che è davvero contemporaneo.

E poi c’è l’obiettivo di costruire un ecosistema culturale, con il libro al centro, come ha spiegato il direttore responsabile Andrea Gentile:

Per questo, un editore può avere una rivista, come The Italian Review, o una piattaforma podcast, come Voci, che sarà gestita proprio come una collana editoriale, con un preciso punto di vista e una forma tutta sua.

I podcast, nell’ottica delle case editrici, possono rappresentare uno strumento per rivolgersi ai lettori in modo diverso, più intimo. Per raccontare loro i meccanismi dell’editoria “dal di dentro”. Per proporre contenuti complementari. Per ampliare il proprio pubblico. Per promuovere i libri che pubblicano.

Secondo una recente ricerca di Aie (Associazione Italiana Editori), il 69% degli intervistati infatti cerca e acquista libri che parlano dell’argomento ascoltato.

In base alla stessa ricerca un editore su due è propenso a realizzare podcast o audiolibri entro il 2022.

La commistione e la reciproca influenza tra editoria e audio parlato, del resto, è sempre più evidente. A partire dagli audiolibri. Peraltro stando all’ultima indagine di Nielsen IQ per Audible l’88% degli ascoltatori di audiolibri ascolta e apprezza anche i podcast.

Ma ci sono anche i libri nati da podcast (come Veleno, Polvere o Sbagliata, solo per citarne alcuni) e i podcast nati da libri (come Romantic Italia, di cui parlo anche più giù).

Le possibilità e potenzialità sono davvero infinite. Tutto dipende dalla volontà e dalla fantasia degli editori.

E non dimentichiamo che il libro è proprio nato in forma orale. Molto prima degli scrittori ci sono stati gli aedi e i rapsodi.


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Le notizie della settimana

💬 Slack, app di messaggistica per le aziende, ha introdotto alcune nuove funzioni, tra cui Huddles, chat audio per comunicare nei canali o nei messaggi diretti. L'idea è replicare le discussioni informali estemporanee che avvengono normalmente negli uffici. Ma a differenza delle conversazioni faccia a faccia Huddles offre anche la sottotitolazione live e trascrizioni archiviabili.

💪 Spotify ha lanciato Sound Up in Messico per supportare le donne che vogliano realizzare podcast. Pochi giorni prima lo aveva lanciato in India. Il programma, nato nel 2018, mira a sostenere podcaster sottorappresentati. NextUp, recentissima iniziata di iHeartRadio, va nella stessa direzione.

🖥 Audacity (software per l’editing audio) è stato definito uno «spyware» a causa dei recenti aggiornamenti alla sua politica sulla privacy, che includono nuove disposizioni sulla raccolta dei dati. La raccomandazione è di scaricare una vecchia versione del software.

🤖 Da qualche giorno (settimana, ormai) l’app Apple Podcasts presenta diversi bug e problemi tecnici. Finora era quella che usavo di più, ma sta diventando davvero complicato.

💌 Facebook ha lanciato la versione beta di Bulletin, la sua piattaforma per scrivere e inviare newsletter. E tra gli autori spera di attrarre anche podcaster. Non a caso includerà strumenti per la distribuzione dei podcast.


Restiamo in contatto

L’editoriale di Mirko Lagonegro, ceo e cofondatore di Digital MDE

Fai finta di essere in posta a pagare una bolletta: fai quello che devi fare, saluti e te ne vai. Ora, immagina di essere alla prima cena con una persona che ti interessa, o con un gruppo di persone con le quali vuoi stabilire un legame che si possa protrarre nel tempo. Non credo che ti limiteresti a un asettico “ciao” prima di andartene. Anzi, probabilmente daresti i tuoi recapiti e attenderesti con impazienza un nuovo invito.

Queste due diverse modalità di rapportarsi con le persone, una funzionale e l’altra di tipo relazionale, sono riconducibili a due precise tipologie di podcast per come uno dei massimi esperti mondiali del settore, Eric Nuzum, li ha classificati: ci sono i podcast di tipo flow e quelli di tipo circuit.

Nei primi il contenuto fluisce dal creatore verso il pubblico, il cui ruolo è ascoltare. Alcuni esempi di podcast flow sono This American Life, 99% Invisible, The Daily. In un progetto circuit il pubblico invece non solo ascolta, ma partecipa e contribuisce al contenuto stesso. Per farti un’idea, ascolta qualche episodio delle serie Harmontown o My Favorite Murder: sentirai il pubblico fare domande, fornire materiale per gli spettacoli, addirittura diventare parte del cast. Questi podcast sono prima divenuti una voce di una comunità di interessi, per poi divenire una comunità che si aspettava di far parte dello spettacolo.

Certo, ha continuato Eric, anche in un podcast circuit il creatore è ancora al comando: decide cosa fare, non fare, determina il tema e la direzione, ma il pubblico è coinvolto profondamente. Questi podcast sono come dei badge appuntati sul petto dei membri: «Io ne faccio parte, se anche tu fai parte di questo, allora è probabile che dovremmo essere amici, apparteniamo alla stessa tribù».

Insomma, questi podcast non lavorano sull’ampiezza della loro audience, ma sulla forza del legame che il creator è capace di stabilire con il suo pubblico, online e offline, creando dei momenti di incontro fisico con la sua audience, i cosiddetti live podcast.

Come riportiamo tutto ciò a noi, allo stato attuale del podcasting in Italia? Due ragioni. La prima è che i podcast flow stanno diventando sempre più difficili da realizzare: sono costosi, costituiscono un rischio per chi li edita (costi certi e ascolti incerti) e, soprattutto, operano in un campo sempre più affollato. I podcast circuit sono meno costosi, più agili, meno rischiosi e trovano più strade per la monetizzazione e la sostenibilità proprio in virtù della forza con cui riescono a stabilire una relazione col pubblico.

E allora, se fin qui siamo d’accordo: perché tanti podcaster, quando concludono una puntata, si limitano a quel asettico «ciao» di cui prima, senza fornire gli estremi con cui i loro ascoltatori possono contattarli? Ancora più nel pratico: ce l’avete una mailing list dei vostri ascoltatori? Perché, sennò, come lo potrete mai ascoltare, il vostro pubblico?

P.s. di Andrea: un altro strumento per entrare in contatto con i propri ascoltatori, capire se apprezzano quello che stai facendo e come eventualmente aggiustare il tiro è attraverso i sondaggi. Tom Webster spiega perché sono importanti e offre un template di riferimento.


I consigli di lettura

❓ Che vantaggio avrà Spotify con la recente acquisizione di Podz? Nasdaq esamina ciò che gli azionisti devono sapere su questo acquisto.

👻 Attenzione alla findability (che è una cosa diversa dalla discoverability): alcuni podcast sono proprio introvabili. E ciò significa che (quasi) nessuno li ascolterà mai. Ragionare bene sul titolo è fondamentale.

🙌 Un lungo ritratto di Joe Rogan pubblicato sul New York Times spiega perché il comico e podcaster è «troppo grosso per poterlo eliminare», nonostante i suoi continui commenti controversi. I suoi fan sono giovani, fedeli e si trovano in tutto il mondo. E lui è talmente centrale per Spotify, che l’anno scorso ha comprato il suo podcast per 100 milioni di dollari, che The Joe Rogan Experience ha la propria categoria sull’app: “Joe Rogan” (accanto a “News & Politics”, “Sports”, “Music” eccetera).

🀄️ AFP analizza il boom dei podcast in Cina, soprattutto tra i giovani. Ne avevo scritto qui qualche settimana fa.

🏦 Sono sempre più numerose le banche italiane che pubblicano podcast. E non si parla solo di economia.


Le novità da ascoltare

📅 Dopo Limoni, è uscito un nuovo podcast sul G8 di Genova, di cui ricorre quest’anno il ventesimo anniversario. Si chiama Genova per tutti ed è un lavoro di Rai Radio 3 (che qualche mese fa ha sfornato anche quel capolavoro di Labanof). Attraverso le testimonianze di chi è stato a vario titolo protagonista di quegli eventi, Mauro Pescio e Daria Corrias provano a capire che cosa accadde, cosa è cambiato e cosa no - e perché. Sono cinque travolgenti puntate sonorizzate da Pino Zingarelli, già tutte disponibili sulle app free.
Nel frattempo su Radio Popolare sta andando in onda Semi, radio evento che si pone l’obiettivo di riscoprire la forza delle analisi del Genoa Social Forum, capirne la portata premonitrice, individuarne conferme e limiti.

⚛️ Il filone divulgativo sta prendendo sempre più piede nei podcast. Audible in particolare sta realizzando diverse serie audio di questo tipo, soprattutto di ambito scientifico. L’ultima è Questioni di fisica, della “rockstar della fisica” Gabriella Greison (già autrice e voce de Il cantico dei quanti e Cara Marie Curie). In 16 episodi da 20 minuti Greison spiega quali sono le leggi scientifiche che stanno dietro alle azioni e ai movimenti che facciamo ogni giorno e alle cose che usiamo comunemente. Le musiche sono di Samuele Murdaca.

🏳️‍🌈 Il mese del Pride è finito, l’esigenza di raccontare e ascoltare storie di amore oltre gli stereotipi no. Podcastory omaggia la comunità LGBTQ+ con The Other Side, serie audio dedicata a tre coppie omosessuali, vissute in diverse epoche storiche. Ci sono Achille e Patroclo (la narrazione è affidata a Riccardo Onorato), Virginia Wolf e Vita Sackville-Wes (con le voci di Chiara Colizzi e Giuppy Izzo) e Freddie Mercury e Jim Hutton (qui a narrare è Francesco Venditti). I testi sono di Rodolfo Croce.

🎼 Giulia Cavaliere è tra le più brave critiche musicali del nostro Paese (qui il suo profilo Instagram). In Romantic Italia racconta le canzoni italiane che hanno esplorato, in modi diversi e originali, le molteplici forme dell'amore. Il libro è ora disponibile anche come audiolibro su Storytel (dura cinque ore e mezza). Legge Cavaliere stessa. Scelta azzeccata, anche perché il libro è in prima persona.

🎌 Se ami il Giappone (e la buona letteratura) ti consiglio la versione audio del nuovo romanzo di Laura Imai Messina, Le vite nascoste dei colori: una storia d’amore (sì, l’amore in questa edizione di Questioni d’orecchio torna spesso) tra due figure opposte, due personaggi unici legati a doppio filo da un nodo di meraviglia. La vicenda si svolge a Tōkyō, dove Imai Messina vive da anni. L’audiolibro, edito da Mondadori, dura sette ore e 50 minuti e si trova su Audible. La narratrice è l’attrice Valentina Carnelutti.

🙏 Paulo Coelho è arrivato in Italia in formato audio. Su Storytel sono disponibili tre dei titoli più apprezzati dell’autore di bestseller brasiliano, prodotti da La nave di Teseo e dall’Agenzia Sant Jordi Asociados e letti dall’attrice Michela Cescon (che è anche la narratrice del meraviglioso romanzo di Valérie Perrin Cambiare l’acqua ai fiori - ho appena finito di ascoltarlo). Si tratta di Il cammino di Santiago (il viaggio del narratore Paulo lungo il sentiero dei pellegrini che conduce a Santiago di Compostela, in Spagna), L’Alchimista (storia di un’iniziazione) e Manuale del guerriero della luce («mappa per raggiungere un'isola dove il tesoro è la nostra felicità»).

📚 Tra gli audiolibri segnalo anche Blu, Tu non ci credere mai, Lena e la tempesta, Danzare nella tempesta e Il calamaro gigante.


Ho inziato ad ascoltare i podcast che mi sono stati segnalati attraverso questo Modulo Google (il modulo è sempre attivo, se vuoi aggiungere un suggerimento fai pure). Ce ne sono già più di quaranta: ascolterò tutto con calma. Intanto posso dire che Rumore di mare, sul percorso di formazione del navigatore e scrittore francese Bernard Moitessier, è ottimo. Lo trovi qui.
A settimana prossima!