Nasce Apple Podcast Subscriptions: una serie di servizi su abbonamento curati dai podcaster
L’azienda di Cupertino lo ha annunciato all’evento Spring Loaded. Nel frattempo anche Facebook è entrata nel mondo dell’audio parlato. Trovi poi le notizie sul settore e qualche consiglio d’ascolto
Ciao! Io sono Andrea Federica de Cesco e questa è Questioni d’orecchio, la mia newsletter settimanale dedicata al mondo dell’audio parlato, podcast e audiolibri in primis.
Nei giorni scorsi sono uscite diverse notizie interessanti sul settore, tra cui un paio di BOMBE. Ho preso nota di tutto, anche delle cose più piccole, in modo da raccontartele :)
Con me, come sempre, c’è Mirko Lagonegro, che questa volta si è concentrato sul primo dispositivo hardware realizzato da Spotify.
Buona lettura!
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Nasce (ufficialmente) Apple Podcasts Subscriptions
Era da tempo che si vociferava. Alla fine è arrivata l’ufficialità. Martedì 20 aprile, durante l’evento Spring Loaded, in poco più di un minuto l’amministratore delegato Tim Cook ha annunciato Apple Podcasts Subscriptions, uno spazio dove accedere a contenuti premium accanto ai due milioni di podcast gratuiti di Apple Podcasts. I dettagli sono in un post sul blog dell’azienda. Da maggio in oltre 170 Paesi sarà possibile sottoscrivere abbonamenti che includeranno una serie di servizi curati dai podcaster: ascolti senza pubblicità, contenuti extra, accesso esclusivo o in anteprima a nuove serie audio. «Quindici anni fa Apple ha reso i podcast mainstream, offrendo ai creator una piattaforma aperta per informare, intrattenere e ispirare centinaia di milioni di ascoltatori in tutto il mondo (nel 2005 l’azienda aggiunse i podcast ad iTunes, ndr)», ha commentato Eddy Cue, vicepresidente senior della divisione Internet Software and Services di Apple. «Oggi Apple Podcasts è il posto migliore dove gli ascoltatori possono scoprire e godersi milioni di programmi. Siamo orgogliosi di aprire un nuovo capitolo del podcasting con Apple Podcasts Subscriptions». Il prezzo di ogni abbonamento verrà stabilito dal creator e l’addebito sarà su base mensile. Il primo anno Apple tratterrà il 30% delle entrate, gli anni successivi il 15%.
Dal prossimo mese inoltre su Apple Podcasts verranno introdotti i canali, ossia selezioni di podcast curati dai creator con titoli, descrizioni e materiale grafico unici. Alcuni saranno gratuiti, altri a pagamento. Con l’aggiornamento iOS 14.5, che dovrebbe essere disponibile entro fine aprile, l’app Apple Podcasts subirà un restyling: la barra di ricerca sarà più grande e consentirà un accesso più rapido alle classifiche e alle categorie. Anche le pagine dei podcast e dei singoli episodi avranno un nuovo design. Con il nuovo tasto Smart Play i podcast episodici partiranno in automatico dall’ultimo episodio e le serie audio dal primo. E sarà possibile salvare i singoli episodi. Le ultima novità riguardano il nuovo sito Apple Podcasts for Creators, che offre ai podcaster informazioni aggiornate, ed Apple Podcasts Connect, piattaforma per semplificare la gestione dei podcast da parte dei creator (già disponibile). Attraverso Apple Podcasts Connect i podcaster possono iscriversi al nuovo Apple Podcasters Program, che al costo di 19,99 dollari al mese fornisce l'accesso a tutti gli strumenti necessari per creare e distribuire abbonamenti premium su Apple Podcasts.
L’ingresso di Facebook nel mondo dell’audio parlato
Anche nel caso di Facebook la domanda non era “se”, ma “quando”. Che prima o poi l’azienda di Menlo Park sarebbe entrata nel settore dei podcast e, in generale, dell’audio parlato era abbastanza scontato. Ci si chiedeva soltanto quando sarebbe successo. La risposta è arrivata lunedì, attraverso un’intervista al giornalista Casey Newton su Sidechannel, un post sul blog di Facebook e un articolo su Bloomberg (molto era già trapelato domenica da uno scoop di Recode). Ecco le novità annunciate, che saranno disponibili tra le prossime settimane e i prossimi mesi.
Come aveva già scritto il New York Times, Facebook si prepara a competere con Clubhouse. Lo farà attraverso le “Live Audio Rooms”, che saranno introdotte sia nei gruppi sia su Messenger. Le conversazioni potranno essere registrate, conservate e diffuse in un secondo momento. L’idea è che qualche personaggio famoso le usi come delle trasmissioni radiofoniche.
Le “Live Audio Rooms” prevederanno degli strumenti di monetizzazione, che al principio saranno integrati all’interno di Facebook Stars (funzione per monetizzare le dirette streaming) e potranno poi espandersi e includere altre forme di monetizzazione.
Un nuovo format di social audio, “Soundbites”, consentirà di creare brevi clip audio (l’equivalente audio dei Reels o dei video su TikTok). Per sostenere il lancio del nuovo formato Facebook darà vita a un fondo per gli audio creator.
Gli utenti Facebook potranno ascoltare i podcast direttamente da Facebook. Non è chiaro se questo significa che Facebook creerà un servizio interno per scaricare e ascoltare i podcast o se si tratta dell’integrazione di un player per l’ascolto. Inoltre verrà promossa la scoperta di nuovi podcast. E si sottolinea che i creator audio potranno usare Facebook per raggiungere nuovi ascoltatori.
Il player di Spotify sarà integrato nel feed di Facebook. Forse è a questo che si riferisce la notizia precedente relativa alla possibilità di ascoltare podcast su Facebook (Zuckerberg ne ha parlato con Newton, ma sul blog non è specificato). L’iniziativa internamente è stata ribattezzata “Project Boombox”.
Le notizie della settimana
Amazon Music ha aperto ai podcast in quattro nuovi Paesi, Italia, Francia, Spagna e India, che nell’insieme rappresentano 1,5 miliardi di nuovi potenziali ascoltatori. I podcast sono accessibili a tutti i clienti di Amazon Music senza costi aggiuntivi e si possono ascoltare anche tramite Alexa sui dispositivi Amazon Echo. Per quanto riguarda il catalogo italiano, si trovano Dr. Death e Bunga Bunga (tra i più popolari show di Wondery) tradotti in italiano. Sarà interessante capire in che modo Amazon Music e Audible (di proprietà di Amazon) si spartiranno il settore.
Spotify ha introdotto alcune novità nelle classifiche podcast. La classifica Top Podcast non è più stilata soltanto in base al numero degli ascoltatori unici recenti, ma anche a quello complessivo dei follower. Ed è stata inserita una nuova classifica, quella dei Top Episodes (ossia degli episodi di tendenza), determinata dal numero di ascoltatori unici recenti. Inoltre le classifiche Usa ora sono disponibili anche da desktop.
P.s. Ogni volta che ci saranno novità sulle classifiche aggiornerò questo post, in modo che possa usarlo sempre come punto di riferimento.Spotify ha lanciato sul mercato Car Thing, un dispositivo per gli abbonati a Spotify Premium (al momento soltanto negli Stati Uniti) progettato per le auto che non dispongono di moderni sistemi di infotainment (trovi maggiori dettagli sotto).
Grazie a un nuovo round di finanziamenti il valore di Clubhouse è salito a quattro miliardi di dollari, la cifra a cui Twitter aveva provato ad acquistarla qualche mese fa. Il round, guidato da Andrew Chen di Andreessen Horowitz (tra i primissimi a scommettere sull’app), ha triplicato la valutazione che la società aveva raggiunto a gennaio, ossia un miliardo.
Il peso dei competitor intanto inizia a farsi sentire: i download mensili di Clubhouse sono diminuiti del 72% tra febbraio e marzo (9,6 milioni vs 2,7). E gli utenti attivi giornalieri sono diminuti del 53% rispetto al picco di fine febbraio, quando c’erano 10 milioni di utenti attivi ogni settimana.
Da qualche giorno la sezione “Per te” di Google Podcasts, con i suggerimenti di episodi da ascoltare, è disponibile anche nella versione web della piattaforma.
Google Podcasts ha superato il traguardo di 100 milioni di installazioni su Android.
Veleno, il podcast di Pablo Trincia (che ci ha anche scritto un libro) e Alessia Rafanelli sul caso dei "diavoli della Bassa Modenese", è diventato una serie tv, disponibile in Italia su Prime Video da maggio. La serie è scritta e diretta da Hugo Berkeley e prodotta da Fremantle Italy, con Ettore Paternò come executive producer. Veleno è il primo podcast italiano trasformato in una serie tv.
La cosa
di Mirko Lagonegro, ceo e cofondatore di Digital MDE
Alla fine è arrivata: la scorsa settimana Spotify ha rilasciato Car Thing, il device progettato appositamente per fruire della piattaforma audio mentre si guida. Parrebbe solo un nuovo atto di quella dashboard battle di cui avevo già scritto, ma a me pare che ci sia anche di più: dagli un occhio.
Non so a te, ma a me quel manopolone piazzato lì in bella vista, che richiama tanto un’autoradio, dà proprio l’idea del salto di qualità della sfida che Spotify ha lanciato da tempo all’industria radiofonica mondiale, giocandola da adesso anche in quello che è il suo feudo principale, l’automobile. Questa Cosa infatti riconosce quello che è uno dei punti di forza della radio, la sua user experience, un’immediatezza d’accesso praticamente impareggiabile. E non si fa troppi problemi a cercare di “riprodurla”, tanto da accompagnare questo dispositivo da una dichiarazione molto diretta: «Lascia che il tuo telefono faccia le cose con il telefono, Car Thing fa una cosa e la fa in un modo incredibile».
Insomma, è ormai evidente che Spotify si stia impegnando al massimo per portare via utenti al leader nella creazione e distribuzione di contenuti audio. Essì: la radio lo è ancora, numeri alla mano. E non solo dal punto di vista dell’esperienza di consumo: dove penso che lo scontro diverrà presto al calor bianco è sul business. Già qualche settimana fa Spotify ha lanciato una campagna di promozione del suo servizio Ad Studio con cui si rivolge agli inserzionisti con una frase diretta come «dimentica la radio». La piattaforma di Daniel Ek oggi può offrire una proposta tecnologicamente all’avanguardia, che mette i brand nella condizione di creare una campagna pubblicitaria in autonomia con pochi clic (produzione dello spot in 24 ore inclusa...), similmente a come Facebook e Google fanno da anni. Soprattutto, li mette nella condizione di unire la forza del linguaggio audio con quei dati che le aziende ormai pretendono dai media e che la radio non può offrire, essendo un mezzo “one to many”, quindi non tracciabile digitalmente.
Insomma: se da un lato la sfida dal punto di vista editoriale e creativo è assolutamente tutta da giocare – e gli operatori della radio hanno tutte le competenze per giocarsela - quella commerciale vede l’industry radiofonica mondiale all’inseguimento di un nuovo modello di business, tanto che molti broadcaster nel mondo stanno riprogettando completamente la loro offerta. C’è chi lo fa addirittura cambiando nome e abbandonando qualsiasi riferimento alla parola radio, e chi fa shopping di competenze e tecnologie di cui non dispone per continuare a capitalizzare quasi un secolo di competenza nella gestione di contenuti audio.
Ne sentiremo delle belle, e da ambo le parti. Per la gioia degli ascoltatori e degli inserzionisti, l’audio disruption è appena iniziata.
I libri con contenuti sonori
Sono sempre di più le case editrici che arricchiscono i libri con contenuti sonori. Tra gli ultimi esempi ci sono Michael Stipe, pubblicato dalla casa editrice Damiani, e Giorgino, Cagliari/Villaggio dei pescatori, edito da Ediciclo Editore e curato da Riverrun hub (uscirà il 6 maggio). Il primo è un libro fotografico nato dalla riflessione dell'artista statunitense Micheal Stipe sulle conseguenze della pandemia di Covid-19. Il volume include 16 tracce audio realizzate da Stipe per svelare retroscena e aneddoti alla base del libro. Sviluppate in collaborazione con GOODmood Editore, sono fruibili su una piattaforma dedicata scansionando il QR code presente all'interno della pubblicazione. Il secondo, che fa parte della collana Nonturismo, si lega a 12 podcast inseriti in un canale dedicato sull'app Loquis, piattaforma di geopodcasting. I podcast sono stati realizzati da alcuni artisti (Cristina Marras/autrice, Alessandro Olla/sound designer e Rossella Faa/voce) insieme agli abitanti del Villaggio Pescatori di Giorgino. Anche in questo caso il canale tra libro e audio è rappresentato dai QR code, che si trovano anche sui muri o sui marciapiedi di Giorgino.
Consigli d’ascolto: i podcast
Elvis. Diario di un serial killer è un podcast in cinque puntate, già tutte disponibili sulle app d’ascolto free, dedicato a Gianfranco Stevanin. Soprannominato Elvis per il ciuffo, Stevanin è un viziatissimo ragazzone di Terrazzo, in provincia di Verona, quando nel 1994 uccide almeno sei donne: le aveva attirate con la scusa di uno shooting fotografico per poi violentarle, ucciderle e squartarle. Nei primi quattro episodi della serie, scritta da Francesco Tacconi e narrata da Stefano Scherini, Elvis dal carcere scava nei propri ricordi e racconta in prima persona quello che gli passa per la mente: il rapporto morboso con la madre, il contesto della provincia rurale, i crimini, il sangue, le idee distorte del sesso, della violenza, del successo. Nel quinto invece si riassume in terza persona la storia di Stevanin, che oggi si trova nel carcere di Bollate. Il podcast è prodotto da Storie Avvolgibili, la colonna sonora originale è di Michele Martinelli e Niccolò Ferrari.
Favolosa economia è un podcast di Luciano Canova, professore di Economia Comportamentale alla Scuola Enrico Mattei, dove attraverso storie appartenenti all’immaginario collettivo (dalla saga di Guerre stellari a quella di Harry Potter) vengono spiegati i meccanismi economici che condizionano le nostre vite e sono alla base delle nostre scelte. Nella nuova serie speciale “E vissero tutti informati e contenti”, realizzata da storielibere.fm in collaborazione con BPER Banca, Canova prosegue nel proprio intento: raccontare l’economia in modo semplice e diretto. Nel primo episodio il professore si concentra sulla storia del giovedì nero di Wall Street partendo dal Grande Gatsby e confrontandosi con l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. Sono previste sei puntate a cadenza mensile, ascoltabili dalle app free.
*Tra le produzioni di storielibere.fm non perderti l’ultima puntata di Morgana, il podcast di Michele Murgia e Chiara Tagliaferri, dedicata a J.K. Rowling.Come si fa marketing digitale? Come si crea una star del web? Come si inventa un’impresa? Sono alcune delle domande a cui prova a rispondere Business Lunch, 13 conversazioni tra Sebastiano Zanolli, manager, speaker ed esperto di gestione del cambiamento, e uomini e donne che hanno fatto la differenza nel mondo del business, della managerialità e della leadership: il designer Sergio Pappalettera, la fondatrice della Scuola del Fallimento Francesca Corrado, il digital marketer Riccardo Scandellari... Incontri informali di un’ora circa per scoprire perché alcuni ce la fanno e altri no, alcuni si danno da fare e altri aspettano o recriminano.
Consigli d’ascolto: gli audiolibri
A 18 mesi William Sidis legge il New York Times, a quattro anni impara da solo greco e latino, a sei memorizza ogni libro che sfoglia, parla dieci lingue e ne inventa una nuova, il vendergood, e dopo aver scritto saggi di matematica e astronomia presenta undicenne a Harvard la sua teoria sulla Quarta dimensione. Figlio di immigrati ucraini di origini ebraiche, vive tra New York e Boston nella prima metà del ’900. È la persona con il quoziente intellettivo più alto mai misurato, un uomo condannato dalle sue stesse doti a essere tagliato fuori dalla società. La vita perfetta di William Sidis, scritto da Morten Brask, racconta la sua storia. L'audiolibro, edito e distribuito da Storytel, è letto dall'attore e cantante Riccardo Mei. [Durata: dieci ore e dieci minuti]
La protagonista del romanzo d'esordio di Levante, Se non ti vedo non esisti, si chiama Anita, fa la redattrice in una rivista di moda ed è una giovane donna bella, elegante e colta. Ma anche estremamente inquieta. Quando si guarda allo specchio, le sue “mille me” riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia - soprattutto in fatto di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma che ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la realtà è che la vita le sta sfuggendo di mano. Ora Mondadori ha pubblicato anche la versione audio del libro, letto dalla cantautrice stessa e distribuito da Audible. [Durata: quattro ore e 49 minuti]
Incantati dai movimenti degli astri e intimoriti da fenomeni inspiegabili come le eclissi o le comete, i nostri antenati hanno osservato il cielo stellato e hanno popolato il firmamento di dèi ed eroi che ne spiegassero il mistero. Sono nate così le costellazioni, le illusorie figure disegnate sulla volta celeste e visibili a occhio nudo, che Margherita Hack e Viviano Domenici ci insegnano a "leggere" in Notte di stelle: un viaggio all'insegna dell'astronomia e dell'archeologia, della scienza e del mito. L'audiolibro, edito da Sperling & Kupfer e distribuito da Storytel, è narrato dall'attrice Vanessa Korn. [Durata: otto ore e 24 minuti]
Lo spettacolo in diretta: Uno di nøi
Il 22 luglio 2011 due terribili attacchi terroristici, a Oslo e sull'isola di Utøya, sconvolsero la Norvegia. Ci furono 77 morti e centinaia di feriti. L'autore di entrambi gli attentati fu Anders Breivik, 32enne norvegese vicino all'estrema destra. In occasione del decimo anniversario del massacro la Fonderia Mercury ha prodotto un radiodramma in dieci puntate, Uno di nøi, strutturato attorno al processo che vide Breivik unico responsabile al banco degli imputati. L'opera, scritta da Sergio Ferrentino e tratta dal libro di Åsne Seierstad dedicato a quegli eventi, andrà in onda dal 17 al 28 maggio sulla Rete Due della Radio Svizzera Italiana, per poi diventare un podcast. Venerdì 23 aprile alle 21 invece dall'auditorium di Radio Popolare verrà trasmesso in diretta FM e streaming l'adattamento teatrale del radiodramma, realizzato con 11 attori contro i 25 della versione radiofonica.
Per oggi è tutto. Hai delle curiosità, vuoi darmi qualche suggerimento o segnalarmi qualche podcast oppure hai semplicemente voglia di scambiare quattro chiacchiere? Scrivimi! La mia email è andreaf.decesco@gmail.com.